DopoPartita#01: Tales of Equestria

Inauguro con questa rubrica una serie (spero nutrita!) di commenti ad avventure che sto giocando/ho giocato/giocherò sia come Master che come Giocatore.

Ovviamente contiene qualche piccolo SPOILER, per cui proseguite con la lettura solo se questo non vi infastidisce!

Problemi di cuccioli

  • Giocatori partecipanti: 3
  • Età: un adulto + 2 bambini (7 e 9 anni)
  • Mio ruolo: Master
  • Tempo di gioco: 3/4 ore

L’avventura è compresa nel manuale base del gioco, e serve per introdurre ai giocatori il mondo incantato di Equestria e le sue paladine, le cosiddette “main six” (le pony più eroiche e conosciute di quel mondo).

Per caso, durante il mercato, uno dei cuccioli delle pony (si tratta di Angel, il coniglietto di Fluttershy) entra nella borsa di uno dei PG per rubare qualche dolcetto. Fluttershy arriva, recupera il coniglietto ( a dir la verità, volutamente un po’ antipatico), invita il gruppo dei PG nella sua casa e affida ai giocatori la custodia dei 6 cuccioli (ce n’è uno per ognuna delle Main Six) durante l’assenza del gruppo a causa di una nuova missione .

Ovviamente presto la questione degenererà, i cuccioli scapperanno e i PG dovranno recuperarli.

obiettivi centrati

L’idea di far muovere i primi passi ai giocatori strizzando loro l’occhio, inserendo nella trama molti degli elementi cari a chi abbia seguito il cartone animato è senza dubbio positiva e raggiunge il suo scopo. Immediatamente i bambini coinvolti nella partita, pur avendo guardato poche puntate della serie, hanno riconosciuto gli elementi ricorrenti presenti nella trama, e si sono mossi in modo sorprendentemente coerente, almeno per me, che ne ero abbastanza digiuno.

UN EQUILIBRIO AZZECCATO

Non illudetevi: non è tutto rose e fiori, neanche ad Equestria! Ci sono foreste oscure, lupi di legno, orsi moooolto particolari, coccodrilli indistruttibili e tanto altro: tutto trattato con una tale leggerezza però da far stare i bambini nel pericolo il tempo di trovare la soluzione, spesso non aggressiva, per risolvere la situazione. Come nelle fiabe.

La chiave si trova sempre nella collaborazione tra giocatori, nell’equilibrio tra i diversi ruoli che ci si è dati e nella cooperazione tra personaggi per uscire dai guai… riprenderemo in seguito questi concetti.

masterizzare pony e luccichini

Devo dire che, come Master, questa avventura mi ha parecchio divertito: caratterizzare i diversi cuccioli con voci ed espressioni diverse è stato facile e – a tratti – esilarante per la platea.

Ho trovato davvero ben scritti i box descrittivi delle singole scene, non solo per la precisione che presentavano, ma anche perchè danno un gancio costante a chi volesse aggiungere particolari. Mi sono sorpreso del fatto che i bambini facessero con grande naturalezza ciò che il manuale si aspettava da loro: mi è sembrato che si masterizzasse quasi da sé!

Risvolti educativi

Come ho avuto modo di dire già in sede di descrizione del gioco, mi era parso da subito che, grazie al sistema dei Talenti e delle Particolarità, questo gioco si ponesse in un’ottica educativa esplicita alta.

Intendiamoci: ogni gioco di ruolo, se ben giocato, ha una valenza educativa, ma questo, a mio parere, ha una marcia in più.

Perchè? Faccio solo alcuni esempi a titolo esplicativo.

Nell’avventura ci sono dei “passaggi obbligati” che si risolvono solo collaborando, a costo di trovare una soluzione assolutamente rocambolesca, che coinvolga tutti i giocatori. Questo ha messo in crisi i due bambini che, o volevano fare da soli (la scena ha fatto emergere questa “Particolarità”, prevista dalle regole, al punto che ” Ioioioioioio” è stata sostituita alla scelta precedente… “Allergia al polline”!), o avevano in mente un piano che non aveva implicato un ascolto approfondito né del Master né degli altri PG.

Su questo, a fine avventura, divertiti tutti, siamo tornati: commentando le parti del gioco su cui i bimbi avevano avuto maggiori difficoltà abbiamo appreso particolari importanti del nostro modo di giocare (la prossima volta ce ne accorgeremo, e sapremo gestirli in modo più consapevole), ma anche di noi stessi (ché il gioco di ruolo a cosa serve, altrimenti?).

Un altro giocatore aveva scelto tra le particolarità “supertimido”: questo invece è stato molto significativo a priori, perchè ci ha consentito di comprendere come il bambino si legga già in questo limite (lo definisco tale impropriamente, ma innegabilmente a volte è così), che in effetti, a volte, lo caratterizza.

conclusioni

Insomma: aspettiamo con trepidazione di poter giocare a settembre, quando torneremo a casa, alla seconda avventura già pubblicata (la prima si chiude con una scena che la anticipa creando un bell’hype)… Questo gioco (DR), nella sua semplicità, vale veramente la candela!

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