GDR#02: Tails of Equestria

“Code di pony, code di pony ovunque.”

Buzz Ligh…Ah, no

Una bella idea, BEN PENSATA

Un gioco di ruolo sui Miominiponi (così si chiamavano, tanti anni fa – 1982! – i bisnonni degli attuali quadrupedi del franchise). Un intero gioco di ruolo sui Miominipony.

Un esempio dell’evoluzione dei Pony dagli anni Ottanta ad oggi: menomale per i bambini!

Cosa hanno fumato di buono i ragazzi di NeedGames? Come si può arrivare a credere che sia una buona idea, anche commercialmente parlando, un manuale di regole finalizzato alla creazione di un cavallino volante rosa-shocking con la criniera bianco-marshmallow e per giunta tatuato sul sedere con i disegni più strani ???

Eppure… a pensarci… in effetti…

Può avere senso!

Perché?

Perchè???

Perchè non si possono far affettare orchi o gnoll a bambini e bambine di terza elementare gettandoli direttamente nella quinta edizione di D&D! (“Ma il gioco può essere usato anche da adulti nostalgici o ragazzi più grandi…” “Sì sì, ma a me adesso interessa parlare di altro…”)

Alessio Cavatore, uno dei creatori del gioco, racconta di averci pensato a valle della visione multipla di TUTTE le puntate di TUTTE le stagioni cui la figlia lo aveva (diciamolo) costretto: ecco, al di là dell’effetto “arancia meccanica” della visione obbligata, l’idea di un GDR per piccoli (il manuale lo definisce in realtà “gioco di narrazione”, ma perdonatemi l’approssimazione) è un’intuizione interessante e utile, e spessa anche dal punto di vista pedagogico.

Non è un’esperienza unica in Italia (Kids & Dragons, per esempio, sta facendo qualcosa di simile), ma è senza dubbio un tentativo urgente: da appassionato di GDR che è anche insegnante trovo che mettere intorno ad un tavolo un gruppo di bambini, o una famiglia, a giocare ad un GDR alla loro portata sia una mossa vincente per una serie di motivi, tra i quali:

  1. Aumentarne le abilità immaginative
  2. Costruire le basi di quelli che saranno poi chiamati, in anni futuri, team building e Problem solving (e sappiate che la scuola secondaria su questi punti batte un sacco).
  3. Migliorarne le competenze linguistiche
  4. Sensibilizzarne le coscienze rispetto a importanti temi sociali (ci torniamo…)
  5. Farli divertire in modo costruttivo tutti insieme, tra amici od in famiglia

Il tutto, correttamente, con un gioco di narrazione alla loro portata.

Chi stesse pensando che io stia esagerando si sbaglia di grosso: da pagina 7 a pagina 95 il richiamo, esplicito, nelle regole, al valore educativo del Gioco di Narrazione è costante da parte degli autori ed è molto utile a chi, genitore od educatore, vi si accostasse per la prima volta.

Ok, ma… come funziona?

Tutto comincia dalla Scheda del Pony.

Potete scaricarla gratuitamente in PDF dalla pagina apposita del sito di NeedGames.

Ecco la scheda del pony, volutamente tagliata (in alto trovate il link per scaricarla).

Tra le idee maggiormente degne di nota (per il resto andate a guardare il manuale!): la riduzione delle caratteristiche (più n numerose nei GDR per grandi) a tre, molto comprensibili; la presenza di talenti che permettono la personalizzazione del personaggio (l’elenco è nel manuale, ma è sempre presente l’invito a negoziare con il Master nuovi Talenti laddove non fosse già presente nelle regole quello più adatto all’idea del Pony che un certo giocatore stesse creando); la presenza della “amicizia” (una nuova regola che dà grande risalto al fatto che il gioco DEBBA essere condotto pensandolo nella sua natura “sociale”, e non da solitario); le particolarità, sui cui vorrei spendere due parole specifiche.

I segnalino amicizia, disponibili anche in Italia

Una perla educativa: le particolarità

Si tratta di aspetti simili ai talenti, che hanno però effetti negativi sui Pony.

Alcuni esempi: asma; brusco, capetto, super-timido… Ho reso l’idea? Spero proprio di sì!

Si tratta di paure, cattive abitudini o difetti che i bambini, in gruppo dovranno interpretare oppure imparare a gestire. Meraviglioso.

Perchè io, bambino, devo capire come relazionarmi anche a chi non è come me, a chi dovesse risultare addirittura sgradevole, perché la buona riuscita della mia missione dipende anche da un’interazione efficace con quella pers…ehm, con quel pony!

I due volumi disponibili in italiano

Basterebbe anche solo questo particolare a giustificare l’acquisto ed il tentativo di gioco in casa di questo piccolo gioiello che, come ogni gioco che si rispetti, contiene anche una prima avventura introduttiva (una seconda, “La maledizione delle statuette”, è acquistabile a parte).

Insomma: un gioco intelligente, semplice ed educativo su uno dei franchise per bambini più longevi che conosciamo, pronto per essere giocato e completamente in italiano.

Ultima questione: contiene Pony maschi.

Non fate l’errore di considerarlo un gioco per femminucce… Nonostante vi sia innegabilmente nelle prime puntate una preponderanza di pony appartenente al gentil sesso, nel corso delle stagioni ( e degli spin-off) questa proporzione è stata decisamente modificata. Fate in modo che vi abbiano accesso tutti, anche i maschietti, e vedrete che il divertimento non mancherà. I bambini non si fanno problemi (i più schizzinosi possono sempre provare e poi decidere). Il resto, di solito, sono solo fisime dei genitori…

I protagonisti della serie

Alla prossima occasione…

Ora vado a giocarci!

il vostro DM

P.S.: C’è anche una proposta significativa per complicare le particolarità e rendere il gioco ancora più inclusivo… vi lascio il compito di scoprirla da soli!

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